JOSE' RAUL CAPABLANCA

  (1888 - 1942)

Capablanca fu il terzo campione del mondo, dal 1921 al 1927. E' nato all'Avana il 19 novembre del 1888 e imparò a giocare a scacchi all'età di quattro anni, guardando suo padre giocare. Nel 1901 all'età di 12 anni sconfisse il campione cubano in carica, Juan Corzo. Con ciò contribuendo alla nascita della leggenda.

E' sempre stato considerato come un talento naturale, forse il più forte mai esistito. La sua educazione avvenne in America e studiò ingegneria alla prestigiosa Columbia University. Nel tempo libero sfidava i Maestri del Manhattan Chess club di New York. Nel 1909 ottenne una clamorosa vittoria (8 a 1) in un match contro l'allora campione americano, Frank Marshall, reduce dalla sfida (persa) contro Lasker per il titolo mondiale.

Il 1911 segna un punto di svolta nella carriera scacchistica di Capablanca. Su pressante invito di Marshall, accetta di giocare al forte torneo di San Sebastian in Spagna. E lo vince, davanti a Rubinstein, Schlechter e Nimzowitsch, con uno 'score' di 7 vittorie, 6 patte e una sola sconfitta.

In seguito a questo evento, nello stesso anno decide di lanciare la sfida a Emanuel Lasker, il campione del mondo in carica. Lasker accettò la sfida, ma pose ben 17 condizioni che Capablanca rifiutò in gran parte, e il match saltò. Dal settembre del 1913 Capablanca ottenne un 'lavoro' presso l'ambasciata cubana. Ma il suo unico compito era quello di giocare a scacchi.

Nel 1914, al torneo di S.Pietroburgo, finalmente egli incontra Lasker per la prima volta. Il risultato finale del torneo vide Lasker prevalere di mezzo punto (13,5 a 13) sul giovane astro cubano. Ma da questo torneo egli rpese coscienza del fatto di essere ormai entrato nell'olimpo dei migliori. Per restarci.

Nei dieci anni successivi (1914-1924), Capablanca perse UNA sola partita. Così facendo nascere la leggenda sulla sua invincibilità. Gli ci vollero tuttavia altri sette anni prima di poter provare di essere il più forte del mondo.

Lasker, ormai debilitato fisicamente e anche in cattive condizioni finanziarie, accetta il match contro Capablanca nel 1920. Per poi rinunciare all'ultimo momento, adducendo motivi psicologici e personali di disamore verso gli scacchi. Tuttavia, molto sportivamente esprime il suo convincimento che Capablanca sia il miglior giocatore del mondo e suo degno successore.

La grande pressione per far si che comunque il match tra i due grandi venisse giocato, portò alla raccolta di sponsors (cubani soprattutto) che convinsero, con una ricca borsa, Lasker a rivedere la sua posizione. Egli infine accettò sottolineando però che avendo egli ceduto il titolo a Capablanca, avrebbe giocato il match in qualità di sfidante. Nel 1921 si svolse dunque l'atteso evento all'Avana e delle trenta partite previste se ne giocarono solo 14 per la grande delusione degli appassionati. Lasker abbandonò dopo 4 sconfitte e dieci patte, 'per motivi di salute'. Capablanca era ufficialmente il nuovo Campione del mondo.

Nel 1922 a Londra si riunirono i più forti giocatori del tempo per stabilire un regolamento per le future sfide valide per il titolo mondiale. Era tempo di abbandonare l'usanza della 'sfida' e stabilire criteri precisi di solgimento. Capablanca riuscì ad imporre la condizione che lo sfidante al titolo raccogliesse almeno 10.000 dollari per il montepremi.

Negli anni seguenti sia Rubinstein che Nimzowitsch sfidarono Capabalanca, ma senza essere poi capaci di raccogliere la somma necessaria. Venne poi Alekhine, supportato da sponsors argentini e dallo stesso presidente. Capablanca però cambiò rotta e propose che lo sfidante sarebbe stato il vincitore di un torneo da giocarsi a New York. Alekhine si sentì preso in giro, dopo gli sforzi fatti per raccogliere i soldi necessari alla sfida. Comunque accettò questo 'ricatto' e si classificò al secondo posto, dietro lo stesso Capablanca. Che ormai si sentiva così sicuro di sè, da non porre più alcuna condizione e accettò la sede del match mondiale.

Il match si tenne a Buenos Aires nel 1927, con la regola che il primo a vincere sei partite sarebbe stato il nuovo campione del mondo. La sfida fu la più lunga mai vista per un match mondiale: 34 estenuanti partite nell'arco di settantatrè giorni. Terminò con la vittoria per 6 vittorie a 3 in favore di Alekhine, che conquistò così il titolo.

In seguito nacque una notevole rivalità-antipatia tra i due, e Alekhine rifiutò di partecipare in tornei dove fosse presente i rivale. Nel 1942 Capablanca morì improvvisamente a New York, per un infarto. Quandò morì Alekhine, quattro anni dopo, si scoprì che stava scrivendo un libro dedicato al campione cubano e nell'introduzione vi scrisse una frase: "con lui muore un genio degli scacchi, come non ne vedremo nascere mai più".